Pantalica

La necropoli di Pantalica, scavata dai Siculi tra il XIII e l'VIII sec. a.C., è la più grande necropoli d'Europa ed è costituita da circa 5000 tombe a grotticella raggruppate in sei siti.


La città, identificabile molto probabilmente con l'antica Hyblon ( il nome Pantalica è del successivo periodo Bizantino ) sorgeva su un pianoro delimitato su tre lati dal corso dei fiumi Anapo e Calcinara che con le loro profonde gole ne facevano una fortezza naturale.


L'unici accesso agevole si aveva dalla Sella di Filipporto ( o Porta di Pantalica ) presso la quale sono visibili resti di mura di fortificazione ed una profonda trincea scavata nella viva roccia.


Dopo l'VIII sec. a.C. il sito fu scarsamente abitato.


Una rinascita della città si ebbe nell'VIII e IX sec. d.C. quando i Bizantini, spinti dalle scorrerie dei pirati sulle coste siciliane e minacciati dall'invasione araba della Sicilia, abbandonarono la costa per rifugiarsi nella fortezza naturale dell'entroterra.

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